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July 18 Nessuno riesce a cogliere le mille sfumature dei miei scritti. Nessuno. Per la maggior parte delle persone le cose son bianche o nere, punto. Non esistono colori e nemmeno sfumature di grigio. La realtà, a mio avviso, mostra notevoli sfaccettature, soprattutto quando ci si pone da diversi angolazioni. E il mestiere illustre e difficile del fotografo. L’uso sapiente delle inquadrature, delle luci. “La verità mi fa male, lo so”, cantava Caterina Caselli. E il fatto che scrivere sempre e solo il vero fosse pratica foriera di dolori ( non solo altrui) era cosa risaputa, per trista esperienza, a pochi. Il rimedio all’impavida sincerità ce lo fornisce l’ironia, la sola che possa ridar luce ad una nuova conquista di se stessi senza ingenerare grossi traumi. July 13 Altro che irresolutezza! Altro che imbarazzo! Soltanto gli impolitici possono scambiare l’atteggiamento scherzoso e gioviale di Berlusconi, per qualcosa d’altro. Le immagini di Barack Obama davanti all’architrave spezzato mentre tiene una mano sulla spalla al Presidente del Consiglio o quella qui accanto nella foto, insieme alle considerazioni di Napolitano sulla buona riuscita del G8, sono diventate un film che i “sinistri” difficilmente riusciranno a visionare. Persino una cosa buffa, nelle mani del Presidente del consiglio, si risolve in un 'punto a suo favore. Per non parlare della visita di Angela Merkel a Onna, quasi un ritorno sul luogo del delitto. Lì si consumò, infatti, l’ennesima strage perpetrata dai suoi antenati. La scelta del luogo per il G8 si è rivelata giusta. Nessuno ha pensato di infierire o di fare domande a Berlusconi sulla sua vita privata. Inopportuno è apparso, in quel contesto, anche la pagina dell’Herald Tribune ( il nome del Giornale ben si addice al Leader dell’IDV) comprata da DI Pietro, in cui si paventavano pericoli per la democrazia. Si dirà: ma i pericoli ci sono. Eccome! Senz’alcun dubbio. Ma la sinistra non è stata da meno nel passato; non può ergersi sul pulpito per fare il solito predicozzo. In una democrazia la libertà di espressione è un must, non un optional che si tira fuori solo quando fa comodo. Basti pensare all’esilio culturale, in cui certe idee sono andate a finire: in una fogna, potrebbe suggerire qualcuno. Lo sdoganamento della destra la si deve in parte a Bettino Craxi e per la parte restante proprio a Berlusconi. Tuttavia, nonostante ciò, Berlusconi non ha creato un polo alternativo a quello della sinistra. Anzitutto nella carta stampata. E’ vero: nelle tv ha piazzato i suoi uomini. Ma questi uomini, in massima parte provengono dall’area socialista e, in taluni casi, anche di sinistra più estrema (Liguori, Mughini, ecc..) Altro errore è stato quello di privilegiare la Tv a scapito della carta stampata. Per questo, a torto o a ragione, la destra si trova spiazzata sui Giornali. Paradossalmente oggi vi sono meno pubblicazioni di destra di quante non ve ne siano state negli anni ‘70. Oggi molti personaggi di destra si trovano schierati nella parte opposta anche per effetto di un vistoso conflitto di interessi. Conflitto che non è stato mai risolto, nemmeno durante i diversi governi di centrosinistra. Adesso, gridare al lupo dopo che le pecore son fuggite dall’ovile è inutile. La sinistra ha perso perché ha voluto giocare nel campo avversario (quello dell’immagine) senza possederne i dovuti “requisiti”. Per questo è stata sonoramente sconfitta. July 12 Su “IL FOGLIO” di ieri c’era un’interessante notizia in prima pagina. Rocco Buttiglione, Presidente dell’UDC, ha presentato una mozione affinché il governo si impegni a “promuovere una risoluzione dell’ONU che condanni l’uso dell’Aborto come strumento di controllo demografico e affermi il diritto di ogni donna a non essere costretta o indotta ad abortire”. Tale iniziativa si inserisce a pieno titolo nella campagna per la moratoria dell’aborto, lanciata proprio dalle colonne del “Foglio”, attraverso una lettera del dello stesso Buttiglione al Segretario Generale dell’Onu, Ban ki-Moon. E’ un’iniziativa ammirevole, visto il continuo proliferare dello strumento abortivo per controllare e selezionare le nascite. Attraverso l’uso dell’aborto selettivo si è permesso che sparissero dalla faccia della terra decine di milioni di bambine dalle statistiche demografiche. Un metodo di infanticidio legalizzato, di matrice neonazista, che ci riporta indietro nel tempo. La selezione dei nascituri, restituita attraverso l’aborto di persone non gradite, si inserisce nel più ampio contesto della violenza contro le donne. Nei paesi sottosviluppati una donna su tre viene picchiata, obbligata ad avere rapporti sessuali contro la sua volontà e, alla fine, per ironia della sorte, viene pure obbligata ad abortire, a volte per limitare le nascite, ma più spesso per dare alla luce un maschio invece che una femmina. In Paesi come la Cina o la Corea e, persino in molte zone dell’India, le nascite di bambine sono in continua diminuzione rispetto a quelle dei maschi. Questo è reso possibile dal fatto che adesso è possibile conoscere con largo anticipo il sesso del nascituro. La cosa più grave è che questa orribile pratica non è diffusa solo fra i ceti poveri. L’aborto selettivo è in netta espansione anche tra la gente “colta”, e nelle regioni più ricche. Gli Stati uniti hanno spesso denunciato le Nazioni Unite di incoraggiare questa pratica amorale. Ban ki-Moon che è sud-coreano ammette l’evidenza delle accuse, evidenziando che il suo paese è fra i primi nella lista, insieme a Cina e India. Purtroppo nel continente asiatico, come fa notare il segretario dell’ONU, esistono molti pregiudizi, per cui si prediligono i maschi a scapito delle femmine. Sono queste ultime a pagare lo scotto di quest’ennesima offesa. Questa mozione sarà votata in aula a Montecitorio fra domani e dopodomani. Incrociamo le dita.
July 11 Re Obama I, incoronato dai media di tutto il mondo come il monarca assoluto della giustizia e della non belligeranza, come l’artefice di una nuova rivoluzione culturale che avrebbe portato in primo piano i diritti dei “diversi” e le innumerevoli istanze progressiste, ha deluso non pochi suoi sostenitori della prima ora. I sinistri non hanno mandato giù, né sono ancora riusciti a digerire, le strette di mano e le pacche sulle spalle (non solo formali) fra il leader “abbronzato” e il presidente del consiglio italiano. Avrebbero auspicato, viceversa, un comportamento più risoluto, un “redde rationem” che avesse ridato alla sinistra il ruolo di guida morale ad un Paese percosso dalle catastrofi naturali. Fra queste “catastrofi”, i progressisti nostrani annoverano la perseveranza del Presidente del consiglio a rimanere in carica, nonostante tutto e tutti, quasi si trattasse di un terremoto a cui non si può fornire il debito rimedio. Infatti, nemmeno sul clima si può rimanere soddisfatti. L’accordo sulle politiche per la non emissione di gas inquinanti, raggiunti all’Aquila, si limitano a dichiarazioni di intenti totalmente surrettizie. Per non parlare poi della richiesta di “truppe fresche” da destinare in Afghanistan, prontamente accolta dal Premier Silvio Berlusconi. Avevano auspicato una sorta di spartiacque che avesse confinato Berlusconi nell’alveo nazionale dell’acqua sporca. Insomma, una specie di “leader dimezzato” così come “profetizzato” dal baffino nazionale. In tal modo, una volta privatolo di una qualsiasi credibilità a livello internazionale, si sarebbe potuti passare alla fase due, quella del suo allontanamento dalla vita politica italiana, al punto di giustificare qualsiasi operazione, anche la più antidemocratica. In questo deprimente contesto si sarebbe inserita benissimo la paventata ipotesi di “Governassimo”, artatamente messa a punto da astute mosse di palazzo. Si voleva, in parole povere, affibbiare l’etichetta (sempre valida) di parvenu della politica ad un Leader che invece detiene ancora la maggioranza del consenso popolare. Questo sarebbe servito sicuramente ad imprimere un inversione di marcia, nel senso indicato dalla stampa scandalistica, capitanata da Repubblica & Co. Avrebbero, insomma, voluto che il presidente Obama, sia pure seguendo il rigido protocollo diplomatico, avesse preso le distanze dall’uomo Berlusconi, soprattutto attraverso una buona dose di “ghiaccio istituzionale” che, viceversa, non si è ne visto ne minimamente avvertito. July 09 E’ certamente encomiabile il proposito, da parte del governo in carica, di istituire una “finanza etica”, rispettosa di tutti, con tutto ciò che ne consegue. Infatti al G8 tutti ringraziano il nostro Ministro dell’economia per aver elaborato il testo OCSE sull’economia etica. Un obiettivo senz’altro importante, cui nessuno può esimersi dal rendere il giusto merito. Peccato, però, che questo testo, steso su ben dodici tavole, sia arrivato con molto ritardo all’appuntamento con la crisi globale. Inoltre appare curioso che tale testo sia stato benedetto da chi ha fatto della speculazione finanziaria uno dei tanti mezzi (non il solo ovviamente) per trarre profitto. Nessun provetto investitore finanziario, sino alla crisi che ha portato al collasso il mondo intero, avrebbe mai pensato che si dovesse istituire una “finanza etica” per far galleggiare il mercato. Tutti gli economisti più accreditati hanno sempre sostenuto che qualsiasi intervento statale nell’economia sarebbe risultato “nocivo” (solo per usare un simpatico eufemismo) al mercato; solo il Vaticano, in tempi non sospetti, ha auspicato una cosa del genere, rimanendo però, di fatto, inascoltato. Come sempre vale il motto: meglio tardi che mai! July 08 Adesso che anche i Vescovi hanno – sia pure senza far nomi – condannato apertamente il comportamento del Primo ministro, la sinistra può finalmente esultare. Così accade che il Mons. Massimiliano Crociata, in un’omelia fatta in occasione di una celebrazione in favore di Maria Goretti, abbia colto la palla al balzo e si sia unito al coro delle prefiche moraliste, affermando a chiare lettere: “ nessuno deve pensare che non ci sia gravità di comportamenti e che si tratti di affari privati”. Eppure, dopo tante lotte in favore della liberalizzazione della morale sessuale, appare veramente miserevole il comportamento dell’opposizione. Un’opposizione che, evidentemente, non conosce la sua storia. Passi per la Bindi e la Binetti che sono l’espressione vivace e fanatica di un certo ambiente retrograde e sessuofobico, ma che certe posizioni siano condivise persino da chi ha fatto della libera scelta di fare del proprio corpo ciò che si vuole, è qualcosa che non accetto. Qualcuno obietterà immediatamente che non è la vita privata ad intessere le polemiche cucite addosso al Premier. Ciò che avviene privatamente sotto le lenzuola di casa (anche se poi è proprio questo che si contesta) non interessa alla sinistra, ma la sua funzione pubblica, le bugie, l’incoerenza fra il dire e il fare, ecc. Sull’incoerenza giudichino gli italiani e sulle bugie pure, visto che il Premier, in una nota trasmissione televisiva, ha affermato che le uniche bugie che ha detto sono quelle riferite proprio in quel “campo”… E a quanto pare, stando agli ultimi risultati, tale giudizio non sposta di una virgola ciò che pensano gli italiani del premier. Quindi, pretendere che il Premier si dimetta in funzione delle sue scappatelle, oltre che ridicolo, appare una cosa stucchevole e priva di qualsiasi efficacia.
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